Archivi e sistemi di controllo.

Questa mattina era il gran giorno.
Appuntamento al consolato americano. Tentativo di rilascio del visto in piena regola. Tutto pronto, dopo mille peripezie telefoniche e di ricerca per le diecimila richieste degli amici 'merigani arrivo davanti al consolato, con un anticipo direi di dieci minuti. Coda chilometrica. No, dai, non voglio esagerare, però già una discreta coda. Mi metto l'anima in pace e colgo l'occasione del tempo da far trascorrere per raccogliere in un paio di taniche da 20 litri le gocce di sudore che con regolarità mi spuntano su fronte, petto e schiena. Dopo un quarto d'ora il primo contatto diplomatico, con una ragazza che mi rilascia una busta di cartone marrone e un foglio con ulteriori consegne. Cazzo il visto è rilasciato a coloro che resistono a questa infinita serie di richieste! Gli altri o abbandonano a casa, o svengono nel limbo del territorio italo-americano e come tale, vengono abbandonati a se stessi, ripudiati sia dai connazionali che dagli yankees.
L'attesa continua, mi guardo un po' intorno e mi accorgo che vicino a me c'è il Re incontrastato degli sfigati dell'universo. Sguardo strafottente, atteggiamento menoso di chi sa di essere superiore, soprattutto di uno che si porta appresso due taniche di liquidi corporei. Appena avverto questo sentore ostile, mi metto sull'offensiva ed inizio a guardarlo come a volergli chiaramente e gentilmente chiedere "Senti amico, si può sapere cosa cazzo mai avrai da guardarmi con quella faccia di m**** che ti ritrovi??", il tutto con un accennato sorrisetto dipinto in viso. Quand'ecco che lui con occhio da Clint Eastwood si accende una sigaretta...oh, mio dio!! Fuma Marlboro alla menta. Questo già basterebbe. Ma visto che non c'è limite al peggissimo, se l'accende con movimenti veloci e plastici, con il suo puzzolentissimo zippo, per poi riporlo nell'apposito astuccio di cuoio legato alla cinturaaaaa!!! Mai visto niente di simile, mi rendo conto che non c'è partita, mi volto dall'altra parte e ricomincio ad aspettare fiducioso il mio turno, con l'anima in riserva e il cuore che non parte.
L'agente mondialpol mi fa un gesto d'intesa. Tocca a me. Entro, passaporto alla mano, getto tutto ciò che ho nel cestino del metal detector, slaccio la cintura ed entro. Sono in suolo americano credo, o qualcosa del genere. Altre consegne, settimo piano. primo check point, rapida controllata all'armamentario che ho portato e via, saletta in fondo a sinistra, prendi un numero e ti siedi ad aspettare il tuo turno. Già, quasi dimenticavo che dovevo aspettare. Numero 45. Ma sono io per Giove, mi lancio allo sportello. Finalmente. La sciura, mi guarda e mi sorride, nei minuti successivi mi accorgo che è anche piuttosto simpatica. Bene, sono contento. Dialoghiamo un attimo, le do i documenti che mi hanno richiesto, ma me li restituisce "li tenga pure lei questi". Cavolo, non li ha neppure guardati. Neanche aperta la busta che li contiene. Stato di famiglia, estratto conto, attestato di laurea...nisba. Nada. Li vorranno vedere più tardi penso io da buon ingenuotto e torno ad aspettare nella mia sediolina in fondo a destra. Qualche minuto più tardi una delle signore console immagino mi chiama. Buongiorno. Impronte digitali scannerizzate. Sti ca', io di solito mi accontento di una stretta di mano! Fidarsi è bene...Diciamo una trentina di secondi dopo, continuando a leggere sul monitor del suo pc mi fa "quando si è laureato?" Io, azz, sgrano gli occhi, sto un paio di secondi a bocca aperta senza parlare, poi guardo la busta che ho in mano, quella che nessuno ha voluto né aprire né sbirciare. La stessa busta, per intenderci, in cui ho il certificato di laurea. Rialzo gli occhi e faccio "eh, a luglio". Lei sempre senza neanche guardarmi e continuando a leggere sul suo pc. "Beh, si luglio. Di quest'anno?" - "Sì, il 12 luglio, due settimane fa" - "Uhm, bene, ho deciso di concederle il visto. Le arriverà a casa. Arrivederci." - "Gra-gra-grazie. Arrrivederci" E da quel momento sto pensando solo una cosa. Io non ho mai detto a nessuno di loro che mi sono laureto. Ma come cavolo fa questa a saperlo!? E ora un'altra domanda mi sorge spontanea. Su quel maledetto monitor, cosa diavolo leggeva? Sta a vedere che non aveva il coraggio di guardarmi in faccia perchè ha scoperto della ciste al culo...chissà che risate appena me ne sono andato!



P.s.: Chiedo scusa a tutti coloro che fumano Marlboro alla menta. Chiedo scusa a tutti coloro che usano regolarmente lo zippo. Chiedo un po' scusa a chi ha il porta zippo attaccato alla cintura. Chiedo scusa quasi niente a coloro che sfruttano la combinazione di queste abitudini.

1 commenti:

el Niño ha detto...

secondo me l'impiegata aveva un certo imbarazzo a guardarti negli occhi perché il monitor della verità le aveva appena rivelato che il soggetto in questione aveva ripetute volte intrattenuto rapporti di amicizia con dei viados brasiliani,,, una/o dei quali nascosta/o dalla polizia... ma a quanto pare in america sono tolleranti