Uno schizzo d'arte è la nostra unica salvezza, amico.

Turbato dalla pelle d'oca che invade il mio corpo, rannicchiato in un angolo basso della stanza, mi vergogno e tengo lo sguardo basso, a tratti lo spengo, innanzi a cotanta immensa grandezza. L'angoscia non è solo paura, non è solo timore, ma realizzarsi goccia d'acqua dolce in un mare freddo e finito da argini tremendamente lontani ed astratti. Vivi tempi infausti giovane essenza di emozioni private, burbero essere dal cuore grande e dal verbo pigro.
Uno schizzo d'arte è la sola, unica salvezza del nostro tempo. Raffinata ossessiva masturbazione. Eiacula, eiacula si bemolle e fa diesis. Eiacula giallo paglierino, rosso porpora e blu cobalto. Eiacula endecasillabi atonali. Dissetati di barbaresco e fuma sigari cubani. Ma sfoga l'irruento rifiuto verso siffatte espressioni cavernicole e cialtrone, rutta l'essenza di un capo diverso con mezzi a te consoni e conoscine altri occulti, celati dietro una maturazione tardiva che si inchina al volere del cielo, espressione massima delle nostre imprecazioni e preghiere, delizioso paradosso ossimoroso, sacro parallelismo di un profano oroscopo. Segno ornitorinco per te la giornata inizia sotto i peggiori auspici, perderai la testa. Perderai la testa per una femmina dall'odore acre che mai si concederà. Non temere, fiducia e positività. Pranzo al sacco e zuegg all'albicocca segneranno la svolta del dì. Riacquisterai il senno; proprio quando una topolino amaranto che va che è un incanto ti piomberà sul culo: carrozzeria ammaccata, tutta da rifare direi. Relatività della lingua, usala per poesie e prose. Liste della spesa e messaggi d'auguri. Profondo sconforto nel saper di non sapere, ma spinta iniziale, mio caro essere speciale. La cura è la masturbazione intellettuale, a costo di perder invero talune diottrie, per i peli sulle mani non si garantisce, ma verranno celati da pittura a tempera color corteccia di quercia. Intingi le tue estremità e presenta il tuo capolavoro, lo appenderai sopra il baldacchino dove riposano sogni e speranze, ma non più le paure di un'amalgama che non sarà mai in grado di prenderti. Lascia che ridano, che ti scherniscano, stupidi idioti nei vostri stracci su misura, non avrete il mio scalpo. Silenziosa essenza, grido otturato canta liriche seicentesche che neppure capisce, ma ottuso muso duro contro un destino che cerca di tirarlo a sé. Prendi la caramellina bel bimbo. Non prendo nulla dagli sconosciuti, signore. Non prendo nulla, ma può andare a spaccare le frottole lì, sul ciglio del vulcano. Note che paiono impossibili, testi da strapparti il petto scavano un solco tra te ed elementi di un élite intoccabile, ma questo non è il punto, tu sarai un affezionato tirocinante, innamorato dello sforzo dedicato all'emersione, sporco di tinte colorate, confuso tra esposizione e compensazione, intonerai gorgheggi provenienti da impulsi elettrici del tuo caldissimo corpo. Eccitazione palpante e respiro affannoso. Allora schizzo sarà. Nutriente melma intellettuale che stuzzica la tua presenza. 

4 commenti:

gabriele ha detto...

un filino pulp...ma va bene così..

alessandroadami ha detto...

Musicabile da Fossati direi..molto disciplina della terra..

spiderfedix ha detto...

ga - un po' di pulp ogni tanto...

ale - ah...fossati....

Annachiara ha detto...

minchia, ma ti sei dopato?