La leggenda del Clan del Brancher - Cap. 15 - La venticinquesima ora.

Domenica 24

Io i ritorni li patisco. In realtà patisco molto più il ritorno di quanto mi ecciti la partenza e trovo che questa sia una cosa ingiusta. Non ne comprendo il motivo.
Il morale inizia la discesa dalla vetta, la coda in autostrada è un'ulteriore seccatura. Qualcuno sonnecchia, qualcuno osserva l'orizzonte, forse in cerca di qualche risposta. Mi piace pensarlo. E' come il gabinetto sul tetto in Scrubs... è il momento delle illuminazioni. Chissà. 
The Slim cerca ancora la playlist perfetta. Io mi stappo un birra, mi godo già malinconico la musica e guardo scorrere a passo d'uomo gente al nostro fianco, seduta su sedili in pelle e con i piedi nudi ed abbronzati allungati sul cruscotto, perchè in fondo l'estate è anche questo.
Mi stappo una birra, dicevo. Guardo le persone terminare le vacanze e getto pensieri in ordine sparso su questo quaderno.
La long way home ci sta consumando i pneumatici sotto il culo, niente più tappe, niente più soste o fermate intermedie. Il clan se ne torna a casa, ognuno ai fatti suoi. Ci allontaniamo dai posti dove il brancher ha macinato chilometri, squagliandosi sotto i nostri occhi disperati nel vedere la caparra scivolarci dalle mani.
L'armonica di Devils & Dust trafigge l'aria con note fredde, gelate, mi arrovello in pensieri e sorrido nel vuoto. Ho troppo spesso la sensazione che le cose possano non capitare nuovamente, soprattutto quelle speciali, che non ci sia una nuova occasione...credo sia tempo di finire la birra e non pensare più..

5 commenti:

giulia ha detto...

Oppure di pensare a come rendere un po' più vacanzoso l'inverno, per esempio. No?

MARGY ha detto...

Fede c'è un premietto per te...

Maria Chiara ha detto...

malinconia comune, non credere...!

spiderfedix ha detto...

giulia - in effetti non è una cattiva idea!!

margy - ma grazie mille, cara!

maria chiara - eh, immagino...

giovi ha detto...

forse, che le cose non si ripetano più e rimangano uniche non è poi così male..