La leggenda del Clan del Brancher - Cap. 12 - Cosa diavolo fa quel pirla?!

Venerdì 22

Il viaggio ha aggirato la boa già giorni or sono, ma solo negli ultimi due avverto lo scorrere delle lancette, impietose. Stiamo per scaricare the grubby alle sue cose, al suo amore..in mezzo alla sua strada. Per qualche ora sarà la strada di tutti noi, anzi le strade di tutti noi. Granada è davvero bella, semi deserta, ma accogliente. Non c'è traccia delle cugine promesse. Nell’aria c’è una strana sensazione, forse sì, di chiusura di un altro capitolo, o forse solo ci sentiamo bimbi birichini che accompagnano l’amico a casa dopo aver combinato diverse marachelle. Luna ci accoglie come sempre sorridente, sembra sempre felice di vedere persone che forse le sono più vicine di quanto noi tutti immaginiamo. La novella Cicerone ci mostra quanto di meglio offre la calle secondo esperienze a noi lontane. The russian borbotta per i troppi metri macinati, the pimp si perde nelle ricerche di una fottuta wireless. The grubby è strano, ma credo di sapere cosa passa nella sua testolina. E’ abituato a tutto, è forte. Non mi preoccupo. Passeggio e mi guardo intorno, the phantom gioca con la sua reflex mentre the devil’s advocat osserva immagini che non credo siano il suo genere. In una piazzetta gitani cantano e suonano. Birra, sigarette e le vene del collo che si gonfiano da fare impressione. Battono le mani. E’ piacevole ascoltarli, se non fosse per questo rumore fuori tempo. Capisco di che si tratta quando uno dei tre fulmina con lo sguardo un figurino biondo e strafatto che invano tenta di sentire il ritmo in sé e rifletterlo sullo jambé che tiene stretto tra le gambe. Mi viene in mente la canzone di Elio. Sorrido. Amaro. Il tempo scorre e Peter Pan ha un pessimo rapporto col tempo, sebbene fosse Capitan Uncino ad avere l’ossessione del tic tac… Cambiano le facce, cala la sera sulla città e cambiano i piani del clan, questa sera va goduta, presa per quel che è. Cervezas y tapas, il trofeo di un toro gigantesco sopra di noi, stretti ad un tavolo ad ingozzarci e ordinare ancora da bere. La sensazione che più di ogni altra cosa, più di tanti altri momenti ciò che ci stiamo godendo sia la vita, lo scorrere di momenti che ci deliziano palato e mente. Indigestione di risate e pacche sulle spalle… “ma ti ricordi quando…” e ancora un giro di cerveza. Alla vostra miei cari.


6 commenti:

giovi ha detto...

..e il cocktail con la tortilla sulla birra a mò di fettina di ananas..

MARGY ha detto...

...alla tua!!! cin!...
;)

Maria Chiara ha detto...

ho letto tutto il tuo racconto. permane la tua doto descrittiva, mi compiaccio.
Bel giro dev'esser stato.
Il camper mi ha sempre incuriosito, prima o poi toccherà anche a me!
Saluti

Viola ha detto...

OO...ma qui ci sono capitoli addiritturaa....mi piacciono le cose a capitoli.Buongiorno mio caro Spiderfedix....

giovi ha detto...

sono affamato di dettagli sugli ultimi due giorni..

spiderfedix ha detto...

giovi - me l'ero scordato...che schifo!! oggi può essere un giorno buono per il penultimo capitolo!

margy - cheers!

maria chiara - devi provarlo...è una bellissima esperienza!

viola - addirittura i capitoli! e non è ancora finita!!!