Arrivi e partenze.

Questo è il momento più tranquillo della giornata. Torni in albergo dal lavoro, ti infili sotto la doccia bollente, ti metti una tuta e scendi nel salotto. Qui qualcuno sta aspettando, qualcuno si fa i fatti suoi e qualcuno rientrerà infreddolito. Le luci illuminano i molti tappeti che a mio avviso rendono l'ambiente più intimo, più caldo. I finestroni permettono di mirare la neve che scende. Fine e veloce, biglietto da visita di una temperatura comunque ancora parecchio rigida. Dietro di me persone che fino ad una settimana fa non immaginavano neanche lontanamente le loro rispettive esistenze, ridono e scherzano in un inglese a volte approssimativo, come fossero da sempre compagni di banco e di pomeriggi passati insieme. Sarà lo spirito olimpico, sarà la curiosità oppure l'ovattata surrealità di questa esperienza. Pochi secondi fa l'irlandese Brian, uno shift inventory di mezza età mi si è presentato davanti con una Beck's. E' vero che inquadrarmi ci vuole poco, però questo è per farvi capire come vanno le cose da queste parti. Le cose fino a questo punto vanno benissimo, nonostante gli ultimi giorni di lavoro siano stati durissimi. Per domenica è atteso un altro ingente gruppo di persone. Sono contento di avere la possibilità di conoscere altra gente, ma resta l'amarezza per i molti elementi super che cambieranno dimora. Tra questi i due russi Oleg e Igor e l'Emilia Romagna di Samantha e Elisabetta. Per non parlare della simpatia esplosiva del romano Enzo e della Versilia che c'è in Maria. Romania, Slovacchia, Bulgaria e persino il Kirghizistan rimarrano qui. Poi sarà l'apertura del Villaggio Olimpico e l'inizio credo del delirio. Io continuerò ogni mattina a provare a entrare in Villagio con il taglierino...ed ogni mattina sicuramente Polizia e Carabinieri me lo tratterranno. Mancherà Oleg e la sua tradizione delle grappe alla goccia come aperitivo...ma ci sto lavorando! Saluti ragazzi. Al prossimo ritorno dal lavoro.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

now I see it..