Guadagnarsi il (Gran) Paradiso.

Sono leggermente sudato ed un po' infreddolito. Il sole, che si è presentato da poco, mi fa strizzare gli occhi ed infatti me li frego. Di tanto in tanto. Con i guanti.  
Comincio a realizzare. Sono su di un prato innevato. Una dozzina di gradi sotto lo zero. Forse qualcosa in più. Ed in mezzo ad una folla in trepidante attesa.
Sono in griglia di partenza, ancora poco consapevole: oggi festeggio la quindicina di volte sugli sci da fondo. 
Con la Marcia Gran Paradiso.
Mi sono scaldato abbondantemente e con una certosina cura dei dettagli per circa 4 minuti, ho indossato il mio pettorale e mi sto guardando intorno, alla ricerca del 1001. Del 1002. Chessò, del 1014. Niente. Nada. Intuisco di essere l'ultimo. Cazzo, ho l'ultimo pettorale della Marcia. Fantastico!
Lo speaker si scalda! Alza la voce. Manca poco, pochissimo. Seguo quelli davanti a me che rosicchiano metri in partenza, importanti centimetri sui gruppi che ci precedono. Vorranno pur dire qualcosa visti i chilometri che ci aspettano, no!? Sorrido e avanzo. 
Quando avverto distintamente lo sparo. Si parte.
Testa bassa, concentrazione altissima. Cerco fin dalle prime battute un ritmo costante, equilibrato. Ma diciamoci la verità, l'effetto credo sia quello del sensazionale slow motion di sky! Non ragiono di ciò, ma guardo (la neve) e passo. Cerco la leggerezza per fluttuare sui binari ghiacciati, nonostante mi senta un bufalo in un negozio di swarovski.
Supero qualcuno, vengo superato da altri, ma inizio a divertirmi. Il percorso è ancora piuttosto pianeggiante, pur con qualche sali-scendi non troppo tecnico che tuttavia regala ai più grintosi appetitosi alibi per mandarsi serenamente a fare in tubo. Raschiando il barile della dignità dell'insulto. Ma tant'è, il bello del gioco è anche questo e ne godo beato.
Dopo una lunga discesa indenne nonostante la poca dimestichezza con i ferri del mestiere e, soprattutto, senza aver mietuto vittime, partono due salite impegnative. Mi piazzo dietro la simpatica concorrente che mi precede, che per comodità qui chiamerò 745, e salgo al mio ritmo. Che è uguale al suo. 
Che quindi mi permette di distrarmi dalle fatiche patite. 
Va da sé, mi precede. In salita. Al mio ritmo.
Cioè, non è che possa guardarla in faccia, per intenderci.
Due salite dicevo, che scivolano via distese. Io e 745 siamo appaiati quando arriva il primo giro di boa: la temutissima (da me almeno) curva a gomito.
La temutissima (da me almeno) curva a gomito è il punto in cui sono sempre (e dico sempre) caduto. Quelle 3 volte che hanno preceduto la Marcia, si capisce. 
So che devo andare piano, so che non devo partire per la tangente, so che....anzi, no. Non so come devo distribuire il peso. Ed infatti....cado.
Mi rialzo tutto trafelato, 745 mi ha schivato ed è ora una manciata di metri davanti a me, ma non mi perdo d'animo: la prossima salita sarò ancora lì, pronto a guardare in alto!
La lunga e lenta risalita verso la Valnontey è un cumulo di emozioni che meriterebbero accurate quanto noiose descrizioni, faccio mente locale e applico un filtro a quei pochi ricordi lucidi che non sono stati storpiati dalla fatica.
745 è sempre nei paraggi, un po' davanti, un po' dietro. Al pari di 956, amico di vecchia data incontrato in pista. Un cartello mi avverte della presenza dei primi fotografi, distanti un centinaio di metri scarsi, come a dire "datti una sistemata, faccia riposata, via la bava per cortesia, ecco, sorridi leggermente, no così è troppo"; cerco di mantenere concentrazione e ritmo e proseguo: click. Click. Click.
Mi lancio, va beh, si fa per dire, verso l'ultima parte in salita del percorso, nuovamente all'ombra. Il freddo si fa pungente e dopo una decina di minuti è come se mi accorgessi che qualcosa non va. Come se mancasse qualcosa. 
Aspe, fammi controllare se c'è tutto: occhiali in testa li ho, 745 e 956 saranno dietro, il pettorale c'è, la bottega è chiu..no beh, non c'è bottega nel pantalone da fondo....ma ecco il dramma dietro l'angolo. Il mio pennello, stordito dal freddo non da segnali confortanti di vitalità. 
Cerco di rianimarlo con buffetti alternati, come il passo che continuo a tenere. E par funzionare, quando imbocco l'ultima, impegnativa discesa.
L'ultima, impegnativa discesa è altresì nota (da me almeno) per il temutissimo tratto che segue il cunicolo della morte, attraverso il quale mi lancio con irresponsabile leggerezza e, passato il quale, con tremendamente irresponsabile leggerezza mi distendo fino a perdere l'equilibrio, effettuando un doppio carpiato rovesciato con scappellamento a destra ed atterraggio su gluteo destro. Gluteo destro su ghiaccio vivo. Vivo e molto duro. Ça va sans dire. Il tempo stringe, mi rialzo e ricomincio a spingere. 956 mi passa veloce urlando "bomberrrrrr".
"No, perdinci" penso. Non posso farmi battere così. Mi lancio all'inseguimento di 956, che però in discesa è maledettamente più rapido e più confidente di me. Facciamo la nostra comparsa sul lungo misto finale, distanziati di qualche decina di metri. E' difficile, ma ci devo provare. Ormai ho male ad anche, ginocchia, caviglie e, beh sì, pure al culo. Ci va cuore.
Quando mancano due curve al traguardo, improvvisamente la folla impazzisce ed inizia ad incitare. E' un momento splendido, urli, campanacci, battiti di mani. Un tripudio che mi coglie davvero di sorpresa. Come di sorpresa mi coglie la giapponesina che mi supera a tre volte la mia velocità. 
E' lanciata verso la vittoria della 45 chilometri (io corro per la 25 ed ogni commento è superfluo, grazie) ed il tifo è tutto per lei.
La delusione affonda le mie ultime speranze di riacciuffare 956. Finirò dietro di lui, mentre al traguardo tutti festeggiano il missilotto nipponico. 
Io di lì a poco mi consolerò con polenta concia, costata di manzo.
Ed una bottiglia di Pinot Noir. 
Alla faccia del Sol Levante.

2 commenti:

Annachiara ha detto...

Forte! Che uomo! Me la sono goduta dall'inizio alla fine! P.S ma non hai detto in che posizione sei arrivato, sempre che qualcuno abbia tenuto il conto! ;-)

takajiro ha detto...

Non posso dire primo perché 956 mi ha preceduto......secondo, no!? :))