Incredibile.

se chiudo gli occhi e lascio andare la memoria..tutti gli altri sensi mi ricordano le sei di quei pomeriggi.
mi ricordo la giacca di mio nonno che indossavo con orgoglio. velluto a coste laghe, beige chiaro.
ricordo un tram davanti a sant'agnese. il 14 forse, ma anche l'1 in realtà.
però ricordo anche il ciottolato sotto i piedi di quelle viuzzole che tanto mi piacevano. quelle che ci portavano in via torino. e da lì, transitando sotto gli occhi vigili della madonnina, in piazza della scala. un'eleganza dolcissima. andirivinei obbligato per via brera. per il pub che era diventato un po' nostro. quando la voglia di seguire le lezioni era svanita da un pezzo e quando tutto ciò di cui avevi bisogno erano una manciata di pinte. e quattro cazzate. ricordo che era meraviglioso prendere il telefono dalla tasca e chiamare i due o tre amici fidati. quelli che sapevi che sarebbero arrivati.
se tengo gli occhi chiusi, percepisco ugualmente il buio invernale. ne sento l'aspra umidità. vengo abbagliato pallidamente dalle luci delle auto, perfino dalle intermittenze delle illuminazioni natalizie talvolta. mi strofino le mani, come facevo allora per richiamare un po' di tepore.
occhi chiusi. sento i bicchieri che si scontrano nel brindisi. sento i polpastrelli che bagnati, ma saldi stringono la pinta. sento il gusto talora ambrato, quasi sempre paglierino di quelle birre. sento ancora il profumo dei piatti caldi che quel tizio un po' burbero portava su dal piano di sotto.
avverto ancora bene il peso del piatto, zeppo oltre misura.
di tutti i pezzi ascoltati in quel posto, uno più di ogni altro mi resterà sempre impresso. la voce di bon jovi che gorgheggia queen of new orleans mi mette ancora in uno stato di quiete e mi stampa un sorriso ebete in volto. ero nel centro di milano, chiudevo anche lì un attimo gli occhi, alzavo il mento verso l'altro e come colto da uno strano capogiro mi sembrava d'essere dall'altra parte dell'oceano, con musicisti di colore, blues per le strade e perfetti sconosciuti intorno a me.
poi, rinsavito, l'accento francese del barista ed io che ordinavo un'altra pinta. una marlboro usciva dal pacchetto mordido e mi ritrovavo sul marciapiede. ancora nebbiolina, ancora freddo umido. ancora luci. ancora due boccate e poi dentro.
"oh, raga, ma sapete che mi è venuto in mente...."

2 commenti:

Annachiara ha detto...

M'hai fatto venì voglia di una pinta....

Baol ha detto...

Tu non puoi nemmeno immaginare quante cose mi hai fatto venire in mente amico mio, grazie.