Rubens a cena.

E' una perenne ed armoniosa lista dei desideri. Incanti, mire, fugaci immagini nei tuoi occhi. E' una perenne ed armoniosa lista dei desideri. Una leggera brezza sul viso e le solite note conosciute a memoria che ogni volta plasmano un funambolico miscuglio di sensazioni. Pur nella buona sorte, nella pelle d'oca che ti imbarazza la pelle e ti sfiora con brividi lungo la schiena, una perenne ed armoniosa lista dei desideri. Ciò che accade quando chiudi gli occhi è un delizioso affar tuo, ciò che celano la tua mente e le tue pulsioni cerebrali sono impercettibili ai più, perché esiste solo il tempo per sostare sull'uscio della tua psiche, nulla più e questa è la migliore ricchezza tu possa celare, credimi. I sorrisi, il sudore, un sonoro inno a Bacco e ingarbugliate, pazzesche evoluzioni incalcolabili quanto doverosamente accettabili. Una perenne ed armoniosa lista dei desideri che solo di tanto in tanto sfiora le altre. Resta poco da fare, se non socchiudere il lume e fare spallucce. Che cos'è tutto ciò se non uno svago dalla morbosa quotidianeità che ti vede attore protagonista di una pièce dannatamente reale. L'oscar come attore non protagonista va a quella coppia di anziani laggiù in fondo, capelli argento e smorfia in viso, un solco direbbe qualcuno, come un sorriso, una chitarra e una vena gonfia nel collo, tesa a non steccare. Tutto il resto è magia. Come mi piace dirlo. Quanto mi piace pensarlo, mentre la mia gamba batte il ritmo di cento serate e cento ancora, ad occhi chiusi e lacrime dissimulate. Quel magone dolce ed amaro che ti ricorda la tua personalissima ed istintiva lista dei desideri. Ricordi un abbraccio, una stretta di mano. Una sbronza monumentale. Emergono scogli ed incomprensioni che appaiono mollica di pane, anziché arditi rebus che tenti di cacciare. Nulla è mai definitivamente perduto. Nulla si crea, nulla si fracassa. Tutto viene magicamente artefatto. Il tatto si inaridisce, fino a bruciare. Poi pizzica ed infine solletica. Non resta che spuntare la lista. Non c'è mestizia, non avvilimento o distacco in tutto ciò, ma un semplice bicchiere di vino, da sorseggiare con la prossima canzone, che ti rende sordo di brio giacché una nuova lista riprende vigore, sai. La tenera incoscienza che si raggiunge un giorno dovrebbe suggerire quanto il razionale sia un freno a mano tirato, così come lambiccarsi, senza cogliere ciò che di pindarico celi questo nuovo germoglio musicato dai menestrelli. Un bottone in meno nella camicia floreale, ancor più madida dall'impegno, ma sempre più a suo agio nella serata che disegna una volta in più la tua intima lista dei desideri. Sullo sfondo il mare, una barca, la sua lanterna ad illuminarne l'incerta via. Quella leggera brezza sul viso e le solite note conosciute a memoria.

5 commenti:

Annachiara ha detto...

Le solite note fanno miracoli anch'esse...

Baol ha detto...

un solco direbbe qualcuno, come un sorriso

Bellissimo

takajiro ha detto...

siamo rimsati noi tre mi sa eh?! ;)

Baol ha detto...

Io continuo ad esserci

Annachiara ha detto...

ovviamente anch'io. voglio un posto in prima fila! ;-)