la neve, il masaren e cantava le canzoni

ho voglia di bere. di neve e di fotografia. un calice zeppo di masaren e del tabacco. seduto al tavolo del mio salotto digito parole sul portatile, ma questo magico blues mi da l'illusione di suonare un pianoforte in una bettola della louisiana. ridicolo da far star bene. mi agito, tengo il tempo con il piede ed ondeggio il capo avanti e indietro. spalanco la finestra, le luci di natale partoriscono una mia ombra intermittente sul muro bianco. è una piccola, istantanea apoteosi. mi diverto come un matto e rifuggo pensieri scomodi. come ogni santa volta che necessito di sfogare i miei malesseri fugaci su questo spazio, sento una fiera che pulsa nel petto. do volume alle casse e scompare il mio intorno, non avverto più il freddo alle dita, né le calze fradicie. invocando il termine di un'assurda faccenda. riesco a star male per cose che neanche mi riguardano. dev'essere impotenza ed atruismo. poi improvvisamente sento caldo. il rumore del mare poco lontano ed una musica coinvolgente. la mia band sta suonando ed attorno a noi un discreto pubblico pare apprezzare il sound. nell'aria il fumo di sigari e pipe si mescia ad un acre odore di rhum. sudato continuo a accarezzare i tasti del pianoforte, mentre una voce roca riempie il locale. c'è anche un organetto. mi capacito di non essere responsabile delle vite dei due seduti al tavolo in fondo a destra. osservo quei tre sulla sinistra. non posso fare nulla neanche per loro. nulla se non regalar loro queste note, a cancellare i pensieri ingombranti che situazioni sconosciute creano. è una musica di rivincita e alleviamento. è la magia di un attimo, celata in fondo al bicchiere, tra tre cubetti di ghiaccio. questa notte è mia ed il tappo di sughero tra le mani lo conferma. sono un pianista di pianobar, che regala ciò che vuoi provare, ma non ho voglia di vedermi schiaffare in faccia i solchi che vengono creati, che mi allontanano dal chitarrista. ascolto ella fitzgerald per 40 secondi. ma poi è rino. e cantava le canzoni che sentiva sempre a lu mare.

2 commenti:

Baol ha detto...

Posso averne un calice anche io?

Annachiara ha detto...

sei proprio forte che mi sembra proprio che abbiamo sempre bevuto insieme!