Che che se ne dica, amica.

i sogni sono un ponte affascinante tra il conscio e l'inconscio. credo che il fascino abbia un rovescio della medaglia in qualunque circostanza, un lato oscuro creato da paura e mistero. laddove non riesci a spiegare a te stesso ciò che proprio tu hai creato, sebbene in maniera inconscia. siamo atterriti di fronte a ciò che non siamo in grado di spiegare, siamo zeppi di ansia di fronte all'enigmatico ricamo di sensazioni solo assaporate. le sensazioni che i sogni ci lasciano in dote sono le uniche cose che ci legano a loro. gli unici sensi con cui possiamo provare ad interagire, poiché il tatto, il gusto e l'olfatto sono effimeri, l'udito sfuggevole, la vista annebbiata. resta questo sesto senso, fatto di chimica e impulsi nervosi che ci tiene in un limbo disarmonico ed incosciente. una dimensione che è un metro e tre quarti sopra la realtà, altezza dalla quale cadi senza capirne le motivazioni e neanche cosa ci facessi lì. nella prevalenza dei casi ti strofini gli occhi, ti stiri e rimandi alla calma di una pausa giornaliera il tentativo, vano, di comprendere e spiegare. il bello sta tutto nascosto lì. nell'impossibilità di razionalizzare la chimica. che che ne dica freud.

1 commenti:

Arianna ha detto...

Amico :)