Quando una foto sbiadita è riempita da ricordi non ti serve null'altro. Né rancore, né gioia, né tanto meno malinconia. Una voce profonda sussurra lontana, mentre gestisci un'ansia strana, che a cercare di giustificarla, ti passa di mente. E' come lo spettacolo di un mangiafuoco, accompagnato da un maledettissimo arpeggio di chitarra, che non appena ti volti a mirare le contorsioni delle dita, avverti solo un acre odore di cherosene. Un'insegna colorata, illuminata da una luce fredda ti riporta a galla gusti ormai sepolti; lo sguardo volge sempre all'orizzonte, ma le mani non si staccano dal corrimano. E' un inganno. Un disgraziato inganno. E' tutto qui. E' sangue amaro, scimmia e un pesciolino rosso. E' la magia di un attimo, un bicchiere di troppo e un'inviolabile risata. Quella ci seppellirà. Per nostra fortuna. Vi abbraccio.
Un video per il podcast
9 mesi fa
2 commenti:
Una foto nel cervello, quella rimane lì a vita
la risata. quella sempre e sopra a tutto.
Posta un commento