Voce di una sera di luglio.

Sono frutti di bosco e pesche sciroppate. Un cane abbaia ad ombre che si muovono sinuose, alla ricerca di un alito di vento perduto. Osservo il monitor attraverso il fumo che mi tortura gli occhi, alla mercé di tabacco troppo secco che arde veloce. L'istinto di un vecchio lupo di mare mentre osservo il paradosso che mi si para innanzi: lontane luci molto più alte della consueta linea d'orizzonte. La natura ispira la quiete, ma quando si scatena con veemenza le reazioni emotive sono incontrollabili scatti adrenalinici di sudore freddo. La leggerezza di una notte, si mescola sinuosa all'attesa. Le visioni del passato non destabilizzano se all'apparire di miraggi ci si lascia convincere dalla fermezza della propria sete di esistenza. Origlio delicate note, di tanto in tanto nascoste dagli schiamazzi di motori lontani mentre cancello dalla mente ogni impulso in una catarsi purificatrice. Sono giardiniere all'occorrenza, mi compiaccio nel vedere la terra arida che all'alba ringrazia gocce di acqua fresca, mentre un delizioso figlio del demonio aspetta un cenno per ricevere carezze e dispetti. Sono atterrito dal disorientamento con cui mi rapporto, mentre cerco di reagire con dolcezza e tenerezza ad uno sguardo perso nel vuoto, nel disperato tentativo di ricordare e capire immagini che una mente dispettosa proietta e nasconde subito dopo. La perduta indipendenza è una macchia difficile da lavare, per cui si continua ad indossare quell'abito, negando al proprio occhio la spiacevole visione; forse sino al punto in cui la macchia non penetra nell'intimo o non diventa così vasta, da annebbiare il vivace e reale colore della propria sussistenza. Porgerò la mano. Porgerò anche l'altra.
Sotto colpi di una quotidianità necessaria mi dimeno e mi difendo con orgoglio, non perdendo mai indole ed istinto: sono io il capitano dell'anima mia. Il pianoforte è sensualità e affetto, è un cuscino soffice, è marmellata di fragole, spalmata sopra un velo di burro. E' macedonia di fragole, in attesa di gustarne ancora. Nello sforzo di interpretare pensieri ed emozioni. Assaporate fino allo svenimento macedonia di fragole, perché in esse si nasconde l'essenza. In esse troverete il vostro sguardo taciturno ed assorto ed un ululato lontano vi mostrerà la via maestra. Seguila, vecchio mio. Odorala in silenzio e dirigi la tua orchestra di una musica a te lieta, semina sassolini, così da non smarrirti in troppo facili distrazioni, in bieche menzogne.

1 commenti:

Baol ha detto...

tabacco troppo secco....mmmm...sarà...

:D

Te la vengo ad offrire a forza quella dannata birra, maledetto! ;)