Missiva per un'amica.

mr.johnny è quasi magia. mi diverte sapere quello che la gente dice; alle volte son carezze che ti inturgidiscono la pelle, altre son schiaffi che star lì a capire se te li sei meritati o meno metà della sofferenza se n'è andata. io con le parole ci amo giocare di tanto in tanto, specie quando la lucidità si fa da parte lasciando il calamaio in mano ad istinto e passioni. i nervi e solo loro credo, guidano le dita sulla tastiera. loro, ma ad onor del vero la pancia ci mette del suo. il volo è quanto di più fascinoso esista, dai secoli dei secoli amen, l'uomo sogno di volare ed i negrita pure. a me piacerebbe saper regalare scampoli di trascendenza con la mia tastiera, amerei sapere anche solo un cristiano sollevato per un attimo dalla sua sedia, poltrona o letto...e agitando le gambe per un poco, abbandonarsi infine all'evidenza dell'ascesa verso l'estrema consapevolezza del puro godimento incondizionato di quell'attimo. sto evaporando mentre mi figuro l'impennata, avvertita nei paraggi poiché segnalata dagli schiamazzi di un montacarichi che con quel bip bip invasivo e maleducato ti fa corrugare la fronte in un disappunto evidente. sai oggi per un attimo, circondato dalle mie quattro mura, ormai solo nella mia dimora feriale mi son sentito sollevare, quasi da uno strano capogiro e chiusi gli occhi è stato come al calare della sera, quando la spiaggia a questo punto vuota ti regala un silenzio rotto solo dalle filastrocche del mare e dagli urli dei gabbiani. seduto su un asciugamano rancido infili i piedi nella sabbia tiepida e stappi una birra gelata. dopo due sorsi ti accendi la prima sigaretta della giornata e la brezza che arriva dall'orizzonte cancella in un batter di ciglia il fumo che fuoriesce dalla tua bocca. quando quello stesso soffio ti accarezza la pelle ancora calda dal sole, un impercettibile brivido ti scuote la schiena e la pelle d'oca fa il suo ingresso in scena. a quel punto, proprio in quel momento chiudi gli occhi e rivolgi il viso al soffio che ti pervade e avverti l'aria che ti scuote le viscere. lì, proprio lì è la catarsi che ti spoglia di insulse, inutili vesti. svelandoti al pianeta. non si dovrebbe dimenticare mai quella sensazione.

4 commenti:

Maria Chiara ha detto...

:-) nonostante l'ora e la stanchezza, hai raggiunto il tuo intento!

Maraptica ha detto...

Non mi sembra ti manchi il talento che tanto vorresti. Il dono della scrittura ce l'hai proprio tutto... bravo!

Baol ha detto...

Ci riesci amico mio, ci riesci...e quella cavolo di birra gelata quando ce la stappiamo? Offro io!

Annachiara ha detto...

sollevato con le gambe che dondolano, nel senso di impiccato? ;_)