Sogno di una notte di mezz'estate.





Sono seduto al bancone, stordito da rhum scuro, fisso il bicchiere, giocherellandoci. Alle mie spalle gente indigena, alcune coppie si confidano segreti, sussurandosi parole che mai dimenticheranno, altre danzano, strette in abbracci da venticinquesima ora. Quattro anziani musicisti suonano in un angolo del locale, il sassofono quando parte riempie di malinconia l'aria calda e umida, resa irrespirabile dal fumo di sigari cubani e da sigarette di contrabbando. Mi giro a scrutare i volti scuri e rugosi del complesso, concentrati e traballanti, si scambiano di tanto in tanto occhiate di intesa, per poi tornare e sentire lo strumento come una codifica della musica che scorre dentro loro. Ordino ancora un rhum all'oste che asciuga bicchieri, godendosi le note che fanno da colonna sonora ad una notte calda e afosa e mi volto verso la finestra, piuttosto grossa, spalancata a cercare un po' di corrente; come un quadro offre il riflesso della luna su un mare calmo e nero che non spaventa i pescatori usciti in cerca di pesce su barchette vacillanti.
Accendo l'ennesima sigaretta quando inizia una versione spagnola di High and Dry, scruto l'alcool alla ricerca di risposte ad una manciata di domande, gettate sul legno del bancone come un paio di dadi truccati, che mai daranno l'atteso sette. Senza capire il perchè mi trovi in quel posto cerco di gestire il flusso di pensieri sconclusionati ed illogici che i numerosi bicchieri hanno portato in dote, pensiero poco apprezzato, ma inevitabile fardello da gestire.
Uno sdentato ubriacone ride solitario seduto ad una tavolo non lontano dal mio sgabello, gli dedico un drindisi e getto in gola un rhum invecchiato e spiacevolmente caldo, poi capisco che è ora di andare. Mi alzo e barcollando mi dirigo verso i musicisti che incrollabili suonano senza sosta, a pochi metri da loro congiungo le mani davanti alla bocca e inchino leggermente la schiena, a ringraziarli per aver cullato le paranoie di una notte indefinibile e misteriosa, introversa proiezione di un malessere non compreso né giustificato. Senza sforzarmi di fingere una camminata sicura, esco fuori dal locale, scivolando tra le stesse coppie assorte in bisbigli romantici o attente alle note che li intrattengono davanti a cocktail tropicali. Qualcuno mi squadra aggrottando le sopracciglia. La brezza che arriva dal mare mi accarezza le guance seccate dal sole e porporee dalla sbronza, chiudo gli occhi, il naso all'insù, allargo le braccia. L'aria entra dentro la camicia sbottonata, fa il giro della schiena e mi tira verso il mare, che raggiungo ad occhi chiusi, entro fino a che l'acqua tiepida della notte non mi arriva alle ginocchia. I pantaloni di lino si inzuppano, ma non mi importa, non ho altri programmi. Raggiungo una palma, mi siedo appoggiando la schiena al tronco e mi lascio rapire dal sonno.

19 commenti:

Diego/Cavallo-ferito ha detto...

Complimenti Fede mi hai trasmesso malinconia proprio ciò che volevi esprimere, credo...quindi sei stato davvero bravo! a presto!

sere nere ha detto...

L'immagine del vento che ti tira verso il mare è bellissima...in questi giorni mi sento proprio così.

ELLE ha detto...

Mi sono ubriacata, ho fatto il bagno e mi sono addormentata accanto a te. Hai reso tutto così palpabile che mi sembrava di esserci. Ciao e a presto

Max lo scrittore Bolognese ha detto...

Grazie Fede, grazie di cuore!

giulia ha detto...

E' molto bello questo post, sembra di esserci. :)

ele ha detto...

feffo sono ele (diega)... complimenti, non tutti hanno il dono di trasmettere quello che vogliono solo scrivendolo... malinconico e pensieroso... con un sorriso "apprezzante" anche se un pò amaro... a presto!

giovi ha detto...

yo vivire...en la soledad..

roberta82 ha detto...

Ciaoooooo!
Sono passata per un salutino..
^___*

Annachiara ha detto...

Mi piacerebbe sapere se, oltre al rhum, ti sei bevuto anche il cervello....;-)

Alessandro ha detto...

Canzone stupenda.. degna di accompagnare la lettura del post.. Grande Fede, scrivi un post più bello dell'altro!

Maria Chiara ha detto...

Bentornato!
E' un piacere rileggerti!

Anonimo ha detto...

Bello. Mi fai un grosso regalo? Provi a scriverne uno senza cercare l'aggettivo che calza. Prova a delineare nettamente i confini, i profili le zone di luce e d'ombra, senza colorare e senza appoggiarti leggero su tutto e niente... Ovviamente il mio è un interesse visivo. Un post non scritto per creare un'atmosfera, ma per raccontare un punto di vista interessante... Se non ti va o non ti interessa continuerò a volerti un sacco bene come sempre.
the russian inside

Maria & Stefano ha detto...

...per un attimo ero li' con te...

MARGY ha detto...

hey bel valdostano: BUONA PASQUA...ovunque tu sia e qualunque casino tu stia facendo!!
ciao a presto...

;)

un abbraccio

Maria & Stefano ha detto...

Passo per un saluto to my King...but the castle seems empty...:(

Maria Chiara ha detto...

...'sto master ti assorbe proprio, eh?
Buon proseguo...

el Niño ha detto...

we're waiting for u to write something, dear Feffus.

giulia ha detto...

Dove sei finito?

Anonimo ha detto...

ciao
non potevo resistere dal complimentarmi per "drindisi" in particolare.....
sinceramente è fantastica dal cin-cin al drink al brindisi