Una manciata di cose che non ho mai detto a nessuno.

I film sullo sport mi fanno piangere. I documentari, gli speciali che raccontano le storie dello sport, ecco sì, mi commuovono. Molto spesso.
E pensare che non ho mai visto i Goonies. Mai. E non c'è bisogno di urlare "non hai mai visto i Goonies"? Perché la risposta è no, non li ho mai visti. Ed ormai vorrei riuscire nell'impresa di non vederlo mai. Quel film.
Gli Otto Ohm, invece, quando li sento mi ricordano proprio quell'estate lì, la prima da studente universitario. Un'estate post adolescenziale. Ad inseguire una biondina meravigliosa.
Ballare in fin dei conti credo mi piacerebbe, mi piacerebbe saperlo fare. Saperlo fare bene. Lo faccio solo da sbronzo, sbronzo pesante. L'idea quindi di farlo bene è una chimera utopica. Non mi sento a mio agio. Tutto qui, credo.
Ho un ricordo forte, preciso e lucido del momento in cui il giocattolo si è rotto in maniera inesorabile, ricordo l'ebbrezza, ricordo il letto su cui ero sdraiato. Ricordo una strana, stranissima sensazione che difficilmente saprei descrivere. Una percezione di chiusura emotiva, una confessione profonda, inequivocabile. Era il suo compleanno ed io mi sono aperto dal profondo. Uscivano parole di cui prendevo consapevolezza solo in quel momento. Verso una deriva passionale e sensibile, ma di abbandono, credo. Lì per lì non ci badai, non me ne resi conto.Il naufragio arrivò da lì a poco.
Quando penso a mio nonno, lo vedo quasi sempre seduto sulla panca, lì sul retro di casa, mentre osseva il suo giardino. Quel profumo di erba tagliata di fresco. Braccia conserte. Sereno.
Oppure sul balcone di casa. Quel pomeriggio è stato meraviglioso. Sul tavolo gli avanzi di una merenda sinoira con amici. Io infiltrato. Sempre braccia conserte ed un sorriso cotto e felice. Ecco.
Quando ero ragazzino, giocavo a tennis. Il maestro mi diceva sempre: "concentrati" ed io intanto dentro cantavo. Probabilmente gli 883.
Ascoltare Devendra Banhart mi fa pensare a tutto ciò che avrei voluto essere e non sono mai stato. Enfatizza quella sfumatura alternativa, quella voglia di libertà, di collane e piedi scalzi. Quel che è piuttosto lontano ora. Per poco coraggio, per un intorno differente. O semplicemente perchè poi in fin dei conti uno ci nasce in quel modo lì, non è che ci diventi o che ti devi violentare per diventarci. La propria natura è giusto assecondarla. Capirla ed affrontarla, ma assecondarla.
Mi è venuta un (in)sana passione per gli sport di resistenza. Sono entrato in un perverso vortice che sottolinea l'angoscia per aver buttato via gli anni di maggior brillantezza fisica.
Prego Dio tutte le sere. Ma leggo il Dalai Lama ed inseguo l'illuminazione buddhista. E credo di essere una persona migliore.
Di tutti i miei tatuaggi soltanto uno è privo di logica, di senno. Tutti gli altri hanno significati per me profondi. E ne parlo mal volentieri.
Non ho molti rimpianti. Anzi, tutto sommato credo di averne uno soltanto.
Vorrei tornare indietro nel tempo e prendere a calci nel culo il tale che quel giorno ha insultato mio nonno con tale foga. Davanti al suo nipotino. Vorrei tornare indierto a quel giorno e spaccarti il muso.
Ci sono giorni in cui vorrei un figlio.
Capita che mi chieda con quanta forza e per quanto tempo mia nonna avrà voglia di lottare. Non so darmi una risposta.
Mi sono sentito chiuso ed intrappolato in una storia, senza avere la forza per uscirne. Per decidere di uscirne. Ed è stata una sensazione pessima.
Vorrei parlare ad un amico per esprimergli preoccupazione e disagio per il modo in cui sta gettando via il miglior periodo della nostra vita, ma non so come fare. Se sia giusto farlo.
Odio gli scarafaggi. Mi fanno davvero senso, schifo.
Odio l'arroganza e la presunzione. Mi fanno davvero senso, schifo.
Ho saputo delle novità. Mi è spiaciuto scoprirlo tra un pezzo di carne e due zucchine, perchè sono davvero felice per te.
Non so tirare i rigori. Beh, neanche le punizioni.
Ho sempre vissuto i pomeriggi del ricevimento parenti a scuola con un'ansia ingestibile. Perchè tra i banchi non avevo voglia di fare un tubo. E non mi impegnavo. Adesso realizzo che è stato un peccato e me ne vergogno. E, mamma, quella volta che ho detto che non mi avevavo comunicato le date, beh era evidentemente una panzanata. Quel foglio ha preso le sembianze di un aeroplano ed è volato nell'armadio della classe.
Gli ultimi mesi sono stati piuttosto complicati e la colpa probabilmente non è di nessuno. Forse questo acuisce l'affanno con cui affrontare certe cose, con cui gestire dinamiche che dopo anni si sono interrotte traumaticamente. Non ho ancora imparato a governarle, né so se lo farò.
Io passo molto volentieri del tempo da solo. Con me stesso. Ci capiamo al volo, non ci dobbiamo parlare.
Sono innamorato. Non di me stesso, in questo caso.
Da bimbo volevo studiare gli astri, da adolescente volevo studiare i criminali, oggi vorrei fare un ironman. Da grande vorrei scrivere un libro.
Ho fumato erba in passato ed era divertente. Non lo faccio più da tantissimo. Ho promesso.
Quella vicenda mi ha ferito e fatto incazzare. Ed è stato un peccato.
Ma per certo dovrei saper prendere le cose con maggior leggerezza e con serenità.
Ma ho una pessima memoria.
E ne la versione di Barney...non l'ha mica ucciso lui Boogie, dai..

4 commenti:

@enio ha detto...

in questi ultimi mesi la rai sta trasmettendo, nei suoi 2 canali sportivi, Rai memorie e qualche volta nei filmati in B/N mi ci perdo... e spesso mi commuovo pensando a come sono diventati e a quanti anni avranno quei lontani personaggi

takajiro ha detto...

mi farei dei pianti..... :)

Annachiara ha detto...

In un'altra vita ti darò del filo da torcere, sappilo!

takajiro ha detto...

Credo ci divertiremmo! ;)