e questo si sa. la cosa non mi è gradita e non è tanto per il mutamento, per l'evoluzione di questa porcheria. è che non credo che ci si meriti tutto ciò. devils and dust c'è chi canta, di diavoli ne ho visti e di polvere da scrollare dalle spalle ne ho in abbondanza. in questo principio di notte insonne, un paio di libri davanti al muso, appunti e penne sparse sul tavolo. ed un pensiero fisso. fisso, spalancato, quasi incredulo innanzi ad una situazione oramai sfuggita di mano, dal mio controllo. schiaffi, dici, eh? schiaffi, già e pugni. pungono come api e danzano come farfalle, come il re cantava. pungono. che poi la puntura in sè fa male, ma il fastidio è il bruciore che resta e si espande. ancora sputi e unghie che graffiano. come una condotta, una frase non detta o una di troppo. che schifo. eravamo alla frutta, ma ora è tardi, ora la frutta è putrefatta, carissimi ex, punto. deliziosa supervisione, architettura impeccabile, i miei complimenti e impotenza innanzi a quello schifo che vedo. solo un'armonica riempie il vuoto che c'è, l'eco che non mi spiego quando urlo la mia rabbia, la mia costernazione al vento. vuoto intorno, vuoto in fronte, nonostante molto alle spalle lasciasse presagire un finale differente, meno plumbeo e meno amaro. silenziosa presenza che aleggia in ogni dove, pensiero fisso che assilla le mie riflessioni. tutto sbagliato, bellezza, tutto sbagliato. semplici illusioni o tranvate psichedeliche, calcoli errati, può succedere, ma tutto sta a capire, a rialzare il capo e scrollarsi la polvere dalle spalle. spalle larghe miei cari, inetti e piccoli individui. spalle larghe. poco in comune ormai e poco da condividere ringraziando il cielo. spalle larghe e orgoglio borioso, niente mi portate via, nulla mi togliete. povere presenze inutili, senza capo né personalità, arriverà il giorno in cui raccoglierete ciò che avete seminato ed io ancora una volta sarò lì ad aspettare. the avenger per pochissimi intimi. ma la sostanza è quella per tutti. spalle larghe, prendo io tutto, anche ciò che lanciate nelle mie vicinanze. lo conservo per tempi migliori.
Un video per il podcast
9 mesi fa
12 commenti:
quando dico passo lo faccio e basta perchè bisogna essere dei duri per sopravvivere oggi!!
Bello il post ciao Fede bevi un goccio d'acqua ogni tanto...
ognuno raccoglierà ciò che - anche a suo malgrado - ha seminato. perchè quello che ogni individuo trasmette al mondo circostante è come un boomerang (grande metafora aborigena della vita) ti torna indietro, e se hai dato gioia e bellezza riceverai montagne di amore, se hai dato solo merda ne sarai sommerso. Amen
be good;)
Mi associo a diego, chiunque sia!
chi in questa storia c'è coinvolto capirà certamente, ma sei molto bravo a non far trapelare nulla pur raccontandolo. soprattutto sei tagliente, il che non guasta!
anch'io ho sempre avuto spalle larghe per sopportare tanto anche le colpe non mie...
Sì c'era un post sul perdono che per il momento ho tolto perchè sto male: un bacio.
Ricordati che la vita ha la capacità di putrefarsi ad una velocità incredibile (che bella immagine per un lunedì mattina eh?!)
Verissimo!
Seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il cadavere del tuo nemico… Abbi pazienza, che prima o poi passa...
Passa da me che devi ritirare un premio..
Good words.
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