Uno sputo. Dialetticamente parlando.

Una vespa sotto il culo ed un tramonto all’orizzonte. Il vento tra i capelli, un sole tiepido sul volto. Tutto ciò che volevi l’hai trovato, ora puoi tornare a casa, svuotato, sereno, felice. La malinconia, tua fedele complice, si mescola alla profonda serenità che ti scorre nelle viscere, sorridi al vento, ti sfoghi urlando e ammicchi al tuo intorno che vola sotto le ruote. Allunghi verso strade sconosciute, o viri verso sentieri che custodisci con la presunzione che siano e resteranno solo tuoi. La primavera finalmente apparsa in visita, improvvisa sorpresa, proprio quando ne avevi bisogno. Nella mente solo note di un pianoforte, uno dei volti dell’arte. Ah, l’arte. Unico lasciapassare per l’eternità, in tutte le sue forme, dispettosa trasformista, da sempre inseguita da chi non potrà neanche sfiorarla, neanche col pensiero, neanche per un solo attimo. Apparsa nelle vene di pochi, un’élite invidiata e apprezzata. Fiero ed arrogante, ambiziosa entità ringhio a ciò che sono, spettinato e sbronzo, arruffato in un’arrampicata difficile, impossibile, ma non mi importa. Io sono, io posso, io provo.
E allora arte sia, musica, verbo e colori, profumi ed emozioni. Perenne inseguimento a quel sole che sta tramontando, in quei pochi minuti in cui ti senti vivo e frizzante, stimolo intellettuale, pensatore e tirchio arraffatore di emozioni che provocano pelle d’oca. Pelle d’oca. Lacrime e sorrisi. Antitesi emozionale rara e così preziosa. Poche manciate di minuti tutto ciò che chiedi, crocevia di storie diverse che si incontrano di tanto in tanto, e scherzano le une delle altre.
Come un quadro, come una canzone. Arte. Anche quella forse è arte, forse non lo sembra perché non tutti ne sanno succhiare l’essenza. Non disposti a leccare la schiena del rospo. Che poi ti spalanca l’oblio. L’allucinazione. Teatro di paure e speranze. E allora lì è realtà, è essenza. E’ciò che sei, ciò che hai. Quello di cui sei fatto. Carne, ossa, pensieri ed essenza. Crocevia e lasciapassare. Punto d’incontro ed eternità. Paura e delirio. Questo è.


4 commenti:

Maria & Stefano ha detto...

Questo e' e questo va bene...si cresce quando fa male...ma si capiscono tante cose...ed i nodi prima o poi si sciolgono tutti...

Ti abbraccio!!!

ELLE ha detto...

Io sono, io posso, io provo. Mi hai fatto assaporare l'essenza di tutto questo.

Sara ha detto...

la poesia di questi momenti è impagabile. Nonostante tutto.

Anonimo ha detto...

non ci sono parole, potresti fare lo scrittore...