Una battaglia vinta.

Oggi all’ora di pranzo, uscendo dalla famosa biblioteca in cui studio da diversi anni ho appreso la notizia dell’arresto del top mafia boss come lo chiamano all’estero. Sono quelle notizie che ricevi così, in una tranquilla giornata della tua normalissima vita…e per un attimo, solo per un attimo esulti come se fosse grazie a te. Come se anche tu avessi giocato un ruolo fondamentale nella vicenda. Credo sia il bello di sentirsi italiano. Il senso di appartenenza a questo Stato, a questa gente…Poi inizi a pensare in maniera lucida, hai voglia di sapere, di leggere e sentire tutto ciò che riesci. Giornali, telegiornali, internet. Così leggo dei pizzini, della latitanza di 43 (e dico 43!) anni, vedo la foto e tra me e me penso che la sua faccia sia pure meno cattiva di quello che pareva dall’identikit. Abituati come siamo a film mitici su mafia e picciotti, sui nostri emigrati, le loro avventure ed i goodfellas. Poi leggo di chi urla “Bastardo”, di come si trasmette la notizia “hanno arrestato U’Tratturi”, vedo le immagini degli agenti a volto coperto che esultano. Penso anche a tutti quelli che avrebbero sognato di vivere un momento del genere e invece hanno perso la vita nel tentativo di lottare per ciò in cui credevano, per non subire queste schifezze, o solo perché si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Poi continuo a leggere…e vedo che il procuratore nazionale antimafia Grasso dice “Imprenditori, tecnici e politici hanno favorito la latitanza di Bernardo Provenzano”. Dentro di me sale lo sconforto, lo schifo. Ma come!? Cazzo, c’è un intero paese che alza la testa di fronte a questi eventi per poi scoprire che questi porci hanno favorito la latitanza del supremo per dirla alla CNN!? Io non ci voglio credere. Non mi fraintendete, non sono un illuso, so che purtroppo è così, ma in questi momenti, quando ti sbattono in faccia la realtà cruda, lo schiaffo si fa sentire. E non hai voglia di porgere l’altra guancia. Non è questione di soldi rubati, di palle raccontate ad un paese o di stupide propagande politiche. Qui c’è gente che muore, ci sono traffici e giri di merda che io non posso neanche immaginarmi. Ma più di ogni altra cosa c’è gente che muore. E penso agli agenti pagati dallo Stato per difendere uomini dello Stato che vengono ammazzati da infami protetti dallo Stato! Non so, si può parlare di conflitto di interessi!? Non mi torna qualcosa...questo è assurdo, non va bene. Non lo si può permettere. Mi rendo conto che forse sto dicendo una serie infinita di banalità, ma il mio è uno sfogo come viene...da parte di uno che troppo spesso si sente quasi inutile, piccolo, impotente di fronte a tante cose. Poi con negli occhi l'indisponenza di questa gente in manette davanti alle telecamere, che con ogni probabilità sta pensando a tutti coloro cui trema il culo...

2 commenti:

onorevole Totò Cuffaro ha detto...

chistu picciotto jackmaoni si deve fare i cazzi suoi, sbirru infame.

giovi ha detto...

feffo hai ragione.
ma comunque andiamo avanti.

anche se la storia del giovane politico che hai messo nel link mi ricorda un nostro comune amico..